Il paloma e il naked & famous, due cocktail che adoro in un solo bicchiere

Come nasce un cocktail? Spesso le ricette migliori nascono dalle cose che amiamo di più, oggi vi racconto la storia di come ho trasformato due drink che amo in un cocktail fatto su misura per me e che poi ho trasmesso ai miei clienti.

Un idea semplice per un cocktail fresco e sofisticato

L’altra sera ero al banco ed è venuto un ragazzo che avrà avuto circa la mia età, stavo servendo per un evento ad un locale in open bar, quindi sfornavo a raffica gin tonic e gin lemon.
Questo ragazzo si è seduto al banco e mi ha chiesto di preparargli il mio miglior cocktail.

Scopri la ricetta del Naked Paloma

Devo dire che mi ha colto un po’ alla sprovvista perchè mi aspettavo che mi chiedesse il solito gin tonic e quindi ho iniziato a ragionare su cosa potessi preparargli.
Gli chiesi che cosa bevesse di solito e se volesse qualcosa di più fruttato o più secco, le classiche domande che facciamo noi bartender per capire su che stile di cocktail direzionarci, lui ovviamente mi ha risposto con la solita frase: “fai tu mi fido” che vorrei sfidarvi ogni tanto a dirlo anche al vostro meccanico quando gli lasciate la macchina!

Mi sono detto allora che potevo preparargli qualcosa di diverso dal solito e non avendo nessuna informazione su come farlo mi lanciai sull’improvvisazione.
In questo periodo, dopo il mio viaggio in Messico i cocktail che amo bere di più sono indubbiamente quelli a base tequila e mezcal.
In particolare sono un grande fan del paloma perchè è facile e adatto ad ogni contesto e non è il solito gin tonic e poi il naked & famous più sofisticato e da intenditori ma comunque un ottimo cocktail a base mezcal che quando lo ordini ti dà un po’ di aura, di solito lo prendo quando voglio raccontare qualcosa sul mezcal o sulle origini del drink per farmi chiedere da chi viene a bere con me che cosa ho ordinato.

Tuttavia se avessi preparato un paloma il ragazzo probabilmente non si sarebbe ricordato di quel drink perchè l’avrebbe provato in tanti altri cocktail bar identico, mentre se gli avessi servito un naked & famous sicuramente si sarebbe lamentato del fatto che gli avevo preparato un drink in coppetta.

Così decisi di preparargli un mix dei due, un Naked Paloma.

Per prepararlo ho inannzitutto preso un tumbler alto e ho fatto una crusta di sale maldon e scorza di lime, poi ho preso il mio shaker e ho versato tutti gli ingredienti del naked & famous: mezcal, Aperol, lime, Chartreuse gialla ho shakerato e versato il drink nel bicchiere.
A quel punto ho allungato con la soda al pompelmo rosa e guarnito con una fettina di lime.

Come si prepara

Mezcal 22,5 ml

Aperol 22,5 ml

Chartreuse gialla 22,5 ml

Lime 22,5 ml

Soda al pompelmo rosa TOP

Sale e lime grattugiato

Crea una crusta sul bordo del bicchiere con il sale e lime

Versa tutti gli ingredienti tranne la soda sullo shaker

Shakera e versa sul bicchiere riempito di ghiaccio

Riempi il bicchiere con la soda al pompelmo

Brinda e sorseggia!

Due drink, due mondi

Curioso che questi due cocktail vengano da posti così lontani.
Il Paloma è messicano fino al midollo, ma nessuno sa di preciso chi l’abbia inventato: si pensa agli anni ’50, più o meno quando la soda al pompelmo Squirt (si Squirt, ma questa è un’altra storia) arriva in Messico nel 1955 e ovviamente qualcuno ha la buona idea di annegarci dentro un po’ di tequila. Per anni la paternità è stata data a Don Javier Delgado Corona, il leggendario patron de La Capilla in Jalisco, ma lui ha sempre negato di averla creata. “Paloma” vuol dire colomba, e c’è pure chi dice che il nome venga da una vecchia canzone popolare messicana. Insomma, un drink senza padre ma amato da tutti.

Il Naked & Famous invece è figlio della cocktail renaissance americana: lo inventa Joaquín Simó nel 2011 al Death & Co di New York, uno dei templi del bere moderno. Non nasce dal nulla ma dall’incrocio di due classici: il Last Word e il Paper Plane con il mezcal a mettere la firma affumicata. Parti uguali di mezcal, Aperol, Chartreuse gialla e lime: matematica pura. Nel 2020 l’IBA l’ha pure inserito tra i cocktail ufficiali. Da una parte quindi il figlio del popolo, dall’altra il drink da intenditori.
Metterli insieme, in fondo, era solo questione di tempo.

La sua reazione

Non ero convinto che il drink potesse piacergli ma d’atronde mi aveva dato carta bianca quindi era giusto che lo assaggiasse.
Al primo sorso mi ha detto “è una hit!” si è alzato ed è tornato dai suoi amici.
Ricordate all’inizio di questo articolo quando vi ho detto che stavo facendo un servizio di open bar?
Ecco il nostro amico ovviamente orgoglioso della sua scoperta è andato a farlo ad assaggiare a tutti gli ospiti che entusiasti del cocktail hanno iniziato a ordinarne uno dietro l’altro…
Una grandissima soddisfazione certo ma quanta fatica a prepararli tutti senza un set della station adatto a sostenere un carico del genere per quel cocktail

Cosa ho imparato?

Non fate mai cocktail che vi rubano più di 30 secondi se state lavorando in open bar ma soprattutto non serve affumicare, distillare, infondere.
A volte basta semplicemente mescolare nuovi sapori in versioni ancora inesplorate e creare qualcosa di nuovo, alla fine l’importante non è quanto sia buono il vostro drink ma come fa stare chi lo beve.
In questo caso ad esempio questo ragazzo che lavora come capo reparto in una fabbrica si è presentato davanti a tutti i suoi colleghi con un cocktail originale che gli ha dato la possibilità di condividere e interagire con tutti gli altri raccontandogli e facendogli provare la sua nuova scoperta.
A quel punto tutti incuriositi del cocktail ha dato il via a una moda che ha contagiato perfino il CEO dell’azienda facendo sentire il nostro amico sicuramente appagato.